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mercoledì 26 gennaio 2011

La memoria e l'oblio.

Ho sentito parlare di morti. Hanno detto che i morti non hanno colore.
NO!
I morti hanno colore, ne hanno più dei vivi, che a volte riescono di nascosto a darsi una bella verniciata e sembrare nuovi.
Questa è la memoria che si festeggia oggi, la forza di guardare al passato oggettivamente e di ricordarlo per sempre. Nessuno si permetta di offuscare questa memoria, nessuno si permetta di confondere vittime e carnefici.
La storia non ammette perdono, e i cattivi sono i cattivi. Non erano tutti ragazzi di vent'anni, c'erano ventenni nazi-fascisti e c'erano ventenni deportati; la memoria obbliga a ricordarli tutti, e obbliga a ricordarli e giudicarli per ciò che hanno fatto.
Nessuno, nessuno, nessuno si permetta di farci cadere nell'oblio con un finto pietismo che nasconde un crescente desiderio revisionista: ricordiamo i deportati come vittime e i fascisti e nazisti come i bastardi che li uccisero. Perchè avere due metri di terra sopra la testa non ti rende meno bastardo o meno assassino.
E non mi si dica che "Mussolini ha scritto anche poesie".

2 commenti:

  1. E non è finto pietismo anche questo? Dire tante belle parole nel giorno istituito per ricordare ma poi dimenticarcelo nelle azioni di ogni giorno?

    Ci vestiamo delle nostre parole più belle e toccanti, ipocriti!, quando siamo in un momento terrificante, con lo status del rifugiato non riconosciuto, con tagli alla cultura, con sgambetti alle minoranze. Ma ci piace pulirci la coscienza con cose facili, puntando il dito su qualcosa di passato e che non può farci male, quando di cose da non dimenticare ne abbiamo a iosa anche nel presente.

    Scusami, non è un attacco a te personalmente, sai come la penso su queste cose =D

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  2. Ma io sono d'accordo con tutto quello che dici. Io volevo sottolineare che oggi bisogna ricordarsi dei morti buoni, di quelli che combattevano per la libertà, di quelli che hanno lasciato tutto e tutti per imbracciare un fucile e difendere la loro terra, di quelli deportati in un campo di concentramento. Gli altri non erano buoni, e quindi devono essere ricordati come cattivi.
    Ormai l'idea che "erano tutti ragazzi" va per la maggiore, ma io non ci sto, non accetto di vedere repubblichini e partigiani sullo stesso livello. Troppo facile lasciar passare cinquant'anni e cancellare tutto con un bel colpo di spazzola.
    Davvero non c'è nessun pietismo, ma volevo solo tenere la barra dritta, non vorrei ritrovarmi a commemorare "il buon Mussolini ingiustamente trucidato dai criminali partigiani" (ovviamente la citazione è presa da un simpatico gruppo di Facebook).

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