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martedì 22 febbraio 2011

Isaiah MacManus.

Del tutto sprofondato nella poltrona del posto di guida il Capitano Isaiah MacManus sta guardando lo spazio e il luccicare delle stelle più lontane. 
Tra le mani un grande classico: "La nuova terra" di Taddeo Deprari. Lo scrittore di origini italiane aveva scritto una sola opera in tutta la sua vita, ma che aveva del tutto rivoluzionato la visione del futuro della civiltà post-nucleare tanto da diventare un testo classico, di quelli che MacManus si era rifiutato di leggere durante la Scuola Addestramento Piloti. Ora con l'avanzare dell'età e il sopraggiungere dei primi peli bianchi nella barba irsuta, Isaiah aveva cominciato ad apprezzare la letteratura di inizio secolo, e per aumentare l'effetto aveva deciso di comprare una versione in carta ad una cifra astronomica, invece che scaricare sul suo supporto da lettura BookE la fredda e anonima versione digitale.
La sensazione della carta tra le dita gli riportava alla mente l'infanzia, quando trai quartieri popolari delle grandi città americane circolavano ancora alcuni libri cartacei, soprattutto storie per l'infanzia e grandi classici. 
Se lo ricordava bene com'era la vita laggiù, da una parte i poveri, come la sua famiglia, e dall'altra quelli che stavano ancora peggio, come le bande di Razziatori che depredavano le case come la sua, rubando le poche e povere cose che trovavano dentro. Aveva imparato ad odiare la cultura e ad amare il denaro. Ed il cielo. Un cielo lontanissimo dai Razziatori, dai libri, dalla scuola e dall'odore misto di sporco e vergogna che si respirava nel quartiere. Velocemente era venuta la Scuola Addestramento Piloti, poi il brevetto, i soldi e tanto, troppo, cielo. Si era stufato del cielo, delle stelle tutte uguali, delle missioni verso stelle lontane alla ricerca di forme di vita. Le quali, puntualmente non si trovavano, come se l'universo stesse giocando ad un gigantesco nascondino con quella razza che così impudentemente cercava di scoprirne i segreti.
Nonostante fosse ormai ben oltre la metà del libro trovava che la storia continuasse a non decollare, e quei nomi italiani e le loro città disordinate e caotiche lo disorientavano continuamente. Il protagonista, l'autore stesso visto che il libro era narrato in prima persona, vagava senza meta per la penisola alla ricerca dell'idea che permettesse di sviluppare una società nuova e migliore: si era messo in testa, insomma, di essere il nuovo Marx. In parallelo veniva descritta la sua difficile vita amorosa, divisa tra una sincera devozione ad una ragazza di nome Paola e la zingara Jolanda, personaggio misterioso e oscuro.
Così nel comodo abbraccio della sua poltrona, una pagina dietro l'altra, rincorreva tra Torino e Messina un italiano pazzo, nel tentativo di capire perché almeno metà della popolazione mondiale lo definisse come "la pietra fondante della nostra civiltà moderna" o qualunque altra frase altisonante il suo professore di letteratura all'accademia avesse utilizzato per incoraggiare i suoi studenti alla lettura. Il giovane Taddeo, l'autore aveva scritto il libro a venticinque anni per poi ritirarsi a vita privata, era alla ricerca disperata di qualcosa che non avrebbe mai trovato, e questo a Isaiah era parso evidente sin dalle prime pagine, rendendo quindi il resto del libro solo un inutile sbrodolamento. Insomma, il Capitano MacManus avrebbe risolto la vicenda in dieci righe, senza perdersi in storie d'amore e in treni persi e in borghesi altezzosi e contadini generosi.
Lui veniva dalla strada, mentre Deprari era uno che non aveva mai lavorato, lo immaginava con la barba incolta, con l'aspetto da bohemienne, da bello e dannato, gracilino come consumato dal desiderio di conoscere, di scoprire, perlomeno il Deprari del libro, perché la foto sulla quarta di copertina ritraeva un ragazzone corpulento, sbarbato e con i capelli ben curati, uno dall'aspetto ordinario, con l'aria da impiegato o da ragioniere. Chi viene dalla strada disprezza per forza chi nella strada si cala solo per divertimento, mentre lui dalla strada non vorrebbe che andarsene, per arrivare al cielo. Con questa cattiveria, molto simile all'odio proseguiva la lettura del libro, sfogliando nervosamente  le pagine, per poter finire la lettura prima di atterrare sul pianeta O32A7, ovvero l'ultimo della sua ventennale carriera alla guida di navette spaziali.
Mancano tredici pagine quando la navetta tocca terra e MacManus ha già preso la decisione: non scenderà prima di aver finito il libro. Anche perché l'ultimo capitolo si intitola "La Soluzione" e non intende assolutamente attendere le sei ore di infruttuosa perlustrazione per leggere il finale de "La nuova terra".


I libri di storia ricordano il capitano MacManus come "Il Primo", il primo ad avere contatto con una creatura aliena. 
Non fu mai ritrovato. Solo una macchia di sangue su un libro cartaceo, di quelli di inizio secolo, proprio sotto la parola "Fine".

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