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martedì 15 marzo 2011

Vaudeville.


E spararono al cantautore
in una notte di gioventù,
gli spararono per amore
per non farlo cantare più;
gli spararono perché era bello
ricordarselo com'era prima,
alternativo, autoridotto,
fuori dall'ottica del sistema.
Scemo, scemo.
Mentre cadeva giù dalle tasche
gli rotolavan di qua e di là
soldi di Giuda, bucce di pesche
e tante altre curiosità,
mentre cadeva,buono tra i buoni
e si anniebbiava vieppiù la vista
fece di getto due o tre canzoni,
segno che era un grande artista.
Scemo, scemo.
E spararono al cantautore
in un eccesso di gioventù,
gli spararono per ricordarlo
com'era stato e non era più.
E con il mento fra le due assi,
steso sul palco con gli occhi blu,
sentì gridare dietro quei passi
"Se lo mangiamo siam come lui". 

Ti sei venduto Roberto, ti sei regalato l'applauso facile e grasso, il sorriso del pubblico impomatato della città dei fiori. E da te proprio non me l'aspettavo. Peccato.




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