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lunedì 2 maggio 2011

I pazzi sul treno.

A cercare un pizzico di normalità nei pazzi sul treno, quelli che ti guardano e fanno "Ciuf ciuf". Perché, almeno loro, hanno la coerenza di morirci da pazzi, mentre la maggior parte degli altri vogliono vivere da stronzi ma morire da eroi.
Ci ha provato il Picconatore, uno che aveva pubblicamente ammesso che avrebbe dato il consenso di sparare sugli studenti, o almeno ci hanno provato quelli intorno, a commuoversi e chiamarlo statista: testa di cazzo eri e testa di cazzo rimani, anche da morto.
Ieri è stato il turno del Michael Jackson del Cattolicesimo, il self made man in abito bianco, che tra una parola e l'altra con i giovani si è fatto scappare benedizioni e sorrisi e strette di mano ad Augusto Pinochet: peccato Karol, sarà per la prossima volta.
Prima, il più grande di tutti, il bastardo corrotto che ha mandato in bancarotta il paese, Craxi of course, che il TG1 ha paragonato a Gesù Cristo, quello che è scappato in Tunisia per evitare l'arresto: stronzo da vivo, stronzo da morto.
Perché sennò poi è troppo facile, se da morti tutto viene dimenticato, poi si rivalutano Mussolini e Stalin, che poveracci sono morti, vorrai mica portargli rancore.
Ecco, tutto questo per ricordarvi, ai prossimi funerali di Stato per un'altra delle teste di cazzo, che non solo avete il diritto, ma il dovere, di fischiare e urlare e sputare. Il diritto di chiedere che nulla venga dimenticato. Il diritto di chiedere che Andreotti (primo o poi toccherà anche a lui) non venga ricordato come un grande statista, ma come la grandissima testa di cazzo che è sempre stato. Il buonismo è il male del nostro tempo: il desiderio piccolo borghese di essere in pace con tutti. Odiate, odiate a più non posso, gridate e scalciate, non lasciate che le catene del buonismo e della menzogna vi inchiodino ad una realtà artificiale, dove i buoni sono buoni, e i cattivi sono buoni lo stesso.
Io, nel mio piccolo, non dimentico. Non fatelo neanche voi.

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