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domenica 22 gennaio 2012

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve.

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La trama è questa: un vecchio centenario scappa dalla casa di cura il giorno del suo compleanno, in tanti troppi lo rincorrono: polizia, malavitosi e soprattutto la Storia.
Un uomo diagonale, un po' Forrest Gump e un po' Enrico Fermi che scorrazza per tutta la Svezia e per tutto il mondo spinto dall'irresistibile forza del caos. A fiancheggiarlo nella sua fuga anziani dalla fedina penale poco pulita, proprietari di chioschi onniscienti ma mai laureatisi, befane e pure elefanti.
Un vortice di personaggi e storie, di Franco, Stalin, Mao ed Einstein che strappano per le prime duecento pagine il sorriso.
Poi il libro non svolta e si accascia su se stesso ripetendo per altre 250 pagine la stessa litania, trasformando sorrisi e compiacimento in sbadigli e un po' di noia.
Non un brutto libro, assolutamente, ma se questo (assieme all'immancabile giallo) è il meglio che si riesca ad importare dalla Scandinavia, allora si può dire che "c'è del marcio in Svezia".
Tirando le somme una buona compagnia in un sabato pomeriggio uggioso, o sotto un immancabile ombrellone (potrebbero allegarli a certi libri), ma certo un romanzo che scivolerà presto via dalla vostra memoria: peccato, perché il coraggio di terminarlo come racconto lungo lo avrebbe sicuramente aiutato.

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