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lunedì 9 gennaio 2012

"La valle dell'Eden" di J. Steinbeck

Caino e Abele sono due fratelli. Caleb e Aron sono due fratelli. Adam e Charles sono due fratelli.
Ognuno di questi vive sotto il peso di uno storia già scritta: una storia di morte e di sofferenza, d'amore e di passione.
Il cuore del romanzo è tutto qui: la possibilità dell'uomo di fuggire da un destino evidente grazie al libero arbitrio.
La valle di Salinas è un Eden all'incontrario, dove Adam viene spinto da un demonio dagli occhi azzurri e i capelli biondi di una donna malvagia (la Kate - Cathy fisica rappresentazione dell'ineluttabilità del destino). Ad attenderlo c'è il tuttologo tuttofare Samuel Hamilton, con il suo accento irlandese, la sua famiglia numerosa, la sua Lisa tenacemente fedele alla Bibbia, la sua terra arida ed avara: è dal povero immigrato irlandese che sorge il dubbio riguardo la possibilità dell'uomo di scegliere il proprio destino.
Nodo risulto da Li, servo cantonese dall'infinita saggezza che porta la soluzione: l'uomo può scegliere la propria strada, può liberarsi dal peccato ma questo non è un obbligo o una certezza, ma una libertà che occorre conquistare giorno dopo giorno.
Steinbeck affianca la Bibbia per poi liberarsene superandola, sancendo la vittoria dell'uomo e della sua sofferenza sulla macchia del peccato. Un romanzo grande e potente, che affianca ad una narrazione rigorosa ed elegante momenti di altissima poesia: assolutamente tra i cinque più grandi romanzi del Novecento.

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