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lunedì 9 gennaio 2012

Recensione di "Blood"


"All'arrivo della Polizia la scena del crimine si presentava agghiacciante come quando l'inserviente dell'ospedale Mauriziano aveva aperto per la prima volta quella mattina le porte del Laboratorio Analisi.
Un uomo con camice da dottore giaceva al centro della stanza, letteralmente svuotato delle sue viscere. L'assassino si era preso la briga di operare un taglio sull'addome e di estrarne minuziosamente tutto l'intestino per poi avvolgerglielo intorno al collo, come a volerlo impiccare con le sue stesse interiora.
E poi quell'inquietante scritta "P.S." ai piedi del cadavere, come se l'assassino, quel pazzo fottuto, avesse voluto aggiungere qualcosa. O forse era una firma.
Il commissario Luca Aniello guardava i suoi uomini entrare e poi immediatamente dopo uscire di corsa per andare a vomitasi l'anima nel bagno vicino.
Il RIS non era ancora arrivato ma non c'era alcun dubbio che fosse un omicidio, un fottuto omicidio, il secondo di questa settimana nella provincia di Torino, il secondo con una tale dose di sadismo, il secondo bagno di sangue.
Solo tre giorni prima infatti era dovuto andare in provincia, nel Canavese che tanto odiava, tra le fabbriche e quello schifoso dialetto piemontese, perché un fottuto malato di mente, forse lo stesso malato di mente, aveva prima gambizzato e poi ucciso l'istruttore di una palestra.
Aniello odiava il sangue, odiava gli omicidi e odiava i fottuti malati di mente, che lo tenevano lontano dal suo ufficio caldo e dalla macchinetta del caffè."

Questo l'inizio di "Blood" nuovo romanzo di Mario Chelvaso che promette di essere l'ennesimo successo editoriale dello scrittore piemontese. In un genere misto tra indagine poliziesca e critica sociale, seguiremo le avventure del commissario Aniello attraverso la provincia canavesana: la sua facciata perbenista, e i suoi loschi retroscena. In una girandola di personaggi e sospetti impareremo a dubitare di tutti e credere a nessuno: Mattia è davvero così buono? E davvero Matteo e Carlo giocavano a calcetto quella sera? E qual è il ruolo del santone Paolo e della sua setta? E perché Stefano è tornato dalla Germania proprio quella sera?

Quattrocento pagine di dubbi, per "il miglior thriller della storia".



Romina Savona

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