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martedì 17 aprile 2012

Gigi.

E' un complesso edilizio degli anni settanta la casa di Gigi. Ci abitano lui, la moglie e tre figlie: due bellissime ed una decisamente orribile, terribilmente orribile, orribilmente orribile, un mostro.
Fossimo in un film americano (leggasi ammerrecano) Gigi verrebbe da una storia disgraziata e finirebbe a crogiolarsi nella bambagia sazio di successo e di denaro. Ma non siamo in un film e non sempre si può nascere in america (leggasi ammerreca), così Gigi diciamo che ha avuto una vita normale, decisamente anonima, di quelle che spettano a noi che non lo sapevamo e ci siamo sbagliati a non nascese in amerreca (leggasi america).
Mi direte, ma che ce ne frega di sto Gigi di sua moglie e di ste tre figlie, anzi due figlie e un mostro. Effettivamente non ve ne frega niente, ma del resto se Renzo avesse sposato Lucia alla terza pagina IL manzoni non avrebbe avuto niente da scrivere e nonostante tutto saremmo qui a raccontarci di Gigi diella sua cazzo di moglie e di ste tre cazzo di figlie, anzi due cazzo di figlie e un cazzo di mostro. Gigi e le tre figlie sono a casa loro, nel complesso anni settanta, ovviamente per loro non è un complesso anni settanta, è semplicemente casa loro, così come voi in questo momento non siete in un tipico cascinale canavesano, in un alloggio di edilizia popolare o in una villetta a schiera, ma siete semplicemente a casa vostra: o potreste anche essere a casa di qualcun'altro, ma questo non cambia certamente la storia di Gigi, che prima cosa è inventato, e seconda cosa sicuramente non vi conoscerebbe anche se fosse reale.
La moglie di Gigi, che quasi mi dimenticavo di dirvelo, è bellissima, davvero. Ogni volta mi chiedo come abbia fatto uno come Gigi, che non è nato in america (leggasi...) ad avere una moglie così, talmente bella da sembrare una dea, anzi di più: un'Americana.
Ecco, ora che siamo pronti posso dirvi che Gigi non se ne sta propriamente fermo in casa, ma sta camminando lentamente lungo il corridoio che unisce la parte giorno alle camere da letto. Avrei dovuto dirlo prima forse, ma Gigi ha in mano un coltellaccio, di quelli da macellaio, anche se Gigi non è un macellaio, tutt'altro, da quando ha compiuto diciotto anni è diventato vegetariano, come Pol Meccartnei, quindi manco si ricorda com'è fatto un macellaio. Gigi sta girando con questo enorme coltello per casa mentre tutti dormono, ma non ha il passo indeciso, del dubbioso, ha l'intercedere impettito dell'uomo sicuro di sè, come un'attore in uno di quei film da donne. Il suo passo sicuro lo porta nella sua camera dove stampa, a labbra piene, un bacio in fronte alla moglie, dopodichè esce dalla stanza e socchiude la porta delle figlie dove le due bellissime dormono compostamente come angeli. A Gigi scappa un sorriso e manda un bacio da lontano, per non disturbarle. Poi Gigi si sente veramente stanco e capisce che è ora di smetterla di camminare per casa in piena notte, e così posa il coltello in cucina, e va in bagno, perchè sennò poi deve alzarsi in piena notte, ed è una cosa che a lui da proprio fastidio. E mentre fa la pipì in piedi, perchè non è una checca che la fa da seduto, guarda di sbieco la figlia brutta, il mostro, che con tredici buchi fatti da un coltellaccio da macellaio nel petto sta stesa nella vasca, con la bocca aperta e gli occhi vitrei. E così Gigi se ne va a letto, in un complesso edilizio degli anni settanta, dove abitano lui, Gigi, la moglie e due figlie bellissime, e anche se siamo a Torino, dopo questa notte, a Gigi sembra di essere un po' di più in america.

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