Pagine

domenica 17 giugno 2012

"Tempo fuor di sesto" di P. K. Dick

Dick è Dio.
E come ogni Dio ha creato un mondo. Troppo piccolo e allo stesso tempo troppo grande.
E' il mondo perfetto dell'infanzia felice, del sogno americano, del dollaro per comprarsi la gomma da masticare. Il mondo fatto di buoni rapporti coi vicini, del negozio di frutta e verdura, di una città autosufficiente e di un'eterna pace e felicità.
Ma se poi non fosse tutto vero? Se un giorno Ragle Gumm smettesse di risolvere il concorso cel quotidiano locale il mondo potrebbe davvero finire.
E' qui il nocciolo del libro: il mondo gira intorno a noi. Punto. O punto interrogativo?
Un viaggio allucinato attraverso il confine della realtà, ad affrontare un mondo "esterno" (e mai come ora lo è in tutti i sensi) nel quale capire se si è demiurgi o semplicemente spettatori. La grande domanda dell'esistenza: se io non ci fossi che sarebbe del mondo?
La risposta schizoide di Dick è il manifesto della fine degli splendidi anni cinquanta ("l'età dell'oro") e l'inizio di un epoca di domande e riflessioni.
Pronti a salire sulla prossima astronave, lunatici?

Nessun commento:

Posta un commento