Pagine

lunedì 10 dicembre 2012

Incazzarsi.

La mia generazione non sa più incazzarsi. Io non so più incazzarmi.
Mi sono rotto il cazzo di manifestazioni in cui si canta e si balla: non è una festa. Ci vuole la bava alla bocca, oppure si stia a casa ad ascoltare i Modena City Ramblers e leggere poesie in francese in una mansarda a 500 euro in nero che paga papà.
Siamo sazi e compiaciuti: ci crogioliamo nel nostro benessere combattendo per i diritti delle donne birmane o per la salvezza delle foche guatemalteche. Giriamo in bici in città ma poi prendiamo sei voli l'anno per girare l'Europa e mettere foto in bianco e nero mentre facciamo un limone duro in una strada che l'effetto giusto di Photoshop renderà un angolo caratteristico di Salcazzoville.
Siamo vegetariani perché ci fanno pena le mucche e le galline e i maiali. Sono bestie: vanno trattate con rispetto e mangiate.
-Ho cenato in un posto che fanno cucina tipica, che buono- Un'insalata di carne cruda non è cucina tipica, ma è da tipico cretino pagarla 30 euro.

Per cosa vi incazzate davvero? Come vi incazzate davvero?
Io scrivo su internet, dal mio computer da 1000 euro, di fianco a me ho la cravatta che metterò domani per andare a lavoro e se sapessi davvero incazzarmi dovrei buttarmi dal balcone.
Invece no, penso a cosa fare a capodanno, che sarebbe bello tornare a Parigi quest'estate e che quasi quasi alla fine quella macchina fotografica che costa come salvare un paese in Africa potrei anche comprarmela.

Siamo tutti dei borghesucci da quattro soldi e nemmeno ce ne rendiamo contro: pensiamo che quei quattro grammi di indignazione ci rendano migliori, pensiamo che twittare qualcosa di ironico sul ritorno di Berlusconi ci renda impegnati ed intellettuali.
Siamo cagasotto da tastiera, masturbatori mentali (e non).

Un paese civile farebbe la rivoluzione: noi twittiamo.
Ma ora basta, devo dormire che doman si lavora, mica come quei pelandroni nelle piazze.

Morte al padrone. Viva il padrone.
Ci vediamo in giro ci faremo una foto. Con la Reflex s'intende.

Nessun commento:

Posta un commento