Pagine

lunedì 21 settembre 2015

Ricordi i Jalisse.

Ti ricordi amore, quando suonavano i Jalisse?
Eravamo giovani e lei era bionda e
"ti darò il mio cuore il mio cuore se vuoi".

Ora un suono di Ramazzotti e Tiziano Ferro
copre le nostre voci da un megaschermo
con ragazze che ballano e sudano.

Ordinerai sempre un toast grande?
Grande come il cuore di un vitello,
grande come una tisana al finocchio
dove affogare gonfiori e malanni?

La crisi in Grecia non ci fermerà.
Nemmeno i lacrimogeni sulla folla
o gli affogati in mezzo al mare.

Avremo un altro sabato sera in cui festeggiare
alla nostra vita troppo normale.
Dimenticarci del mondo
e morire di questa vita giorno dopo giorno.

L'altro giorno ha dato un euro al barbone
che beve Chianti davanti alla stazione.
Non avevo niente da dire, non era pietà
ma tasche gonfie e guanti da cercare.

Perché a Torino il 23 dicembre
oltre che un gran freddo
c'è davvero tanta, ma tanta confusione.

Beviamoli tutti questi trent'anni
che ci sposeremo tutti ed avremo figli belli.
Abbiamo soldi per comprarci un pezzo di niente
e pistole per difenderlo da chi ce lo vuole rubare.

Impicchiamo i nostri sogni
a corde di chitarra e cavi del computer.
Li impicchiamo perchè rimangano stesi e belli,
nuovi, mai usati da nessuno.

Mangiamo felici che fuori fa freddo,
scaldiamoci col vino buono
e di benessere ed amore.
Dimentichiamo la vita, quella vera,
stupiamoci dello scippo
e biasimiamo lo stupratore.
Quello nero s'intende.

Avremo tempo ancora per sognare quindicenni
scosciate, e per tradire in camere d'hotel.
Avremo tempo per sognare transessuali
e baciare ragazzette grassocce nei bagni dei bar.

Poi uno parte per l'Albania,
una per il Texas e l'altro in Cina.
A rubare minuti in giro per il mondo,
a buttare ore, giorni e settimane.

...

Fiumi di parole, fiumi di parole, ..., ..., ...

Nessun commento:

Posta un commento