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martedì 8 dicembre 2015

Marta è la libertà.

Ci sono cinquanta modi per lasciare il proprio amato. Lo cantava Paul Simon.
Lei ha scelto il modo peggiore possibile: è scomparsa nel nulla.
Ha lasciato l'alloggio che aveva preso in affitto con ancora una bolletta da ritirare nella cassetta della posta. Il nome MARTA in stampatello maiuscolo, senza un cognome, come se non servisse, come bastasse quello a indirizzare ogni lettera ed ogni pensiero senza possibilità di errore.

Si erano dati il primo bacio in quel piccolo appartamento al terzo piano, ad una festa che lei aveva organizzato e a cui lui era stato trascinato dalla sua ragazza di allora, una pseudo intellettuale che pretendeva di essere sculacciata a letto. Era la notte delle bombe a Parigi, il tredici novembre.
Nello stesso appartamento seguirono altri baci e altre feste. Seguirono notti svegli a parlare e fare l'amore e seguirono litigi e pianti.
Lui, che di nome fa Luca, la cerca disperatamente in tutta Torino: nel locale in cui fanno sempre la colazione la domenica, sul lavoro, da amici e conoscenti. Niente da fare, Marta non si trova.

Il pranzo è un misto di rabbia e disperazione, la odia per il male che gli sta facendo, ma al tempo stesso è preoccupato che possa esserle accaduto qualcosa, che possa averla persa per sempre, senza la possibilità di rivederla. Il cellulare è spento - non raggiungibile.
Il parco, il lungo Po, piazza Vittorio. La disperazione spinge Lica alle frontiere più estreme del mondo urbano che erano soliti frequentare, facendolo perdere nella verde collina e spingendolo all'imbrunire fino in Barriera, ma nulla, Marta non si trova.

Il giorno dopo Luca non si presenta al lavoro e continua a cercarla come un disperato per tutta la città: avvisa anche i Carabinieri che diligentemente copilano un verbale sgrammaticato e tornano a giocare a ramino nello stanzino sul retro. Corre in lungo e in largo e prova in un disperato tentativo a contattare i genitori di lei, ma Marta pare scomparsa, volatilizzata. Sale la rabbia per un tale affronto, scomparire dopo un litigio, violento si, ma non tale da giustificare questa reazione: gli bruciano ancora tra le labbra quelle ultime parole urlate attraverso la porta "posso fare a meno di te".

Dopo un mese Marta non è tornata: il tempo continua stanco a scorrere. Torino lentamente si muove e continua a vivere, come se nulla fosse successo. Luca non esce più di casa, l'ha persa e ha capito che non tornerà. Ha lasciato il lavoro, non sente più gli amici. Pensa a Marta e a quando erano assieme: ai baci, alle carezze, alla sua pelle. Gli altri sembra l'abbiano già dimenticata: si sono adattati e hanno continuato a vivere senza di lei. Lui, però, non può.

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