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domenica 27 novembre 2016

Sorriso.

Ti arresteranno per un sorriso.
All'altezza del raccordo con la tangenziale
un poliziotto ti fermerà con la paletta.
E non avrà bisogno di perquisizione
perché avrai il corpo del reato stampato in faccia.
Senza convenevoli da film americano,
senza cicles smascellato
e senza occhiali da sole,
ti arresterà per sorriso fraudolento.
E non serviranno a niente le scuse
o tutte le ragioni che ti eri preparato,
come dire che era un sorriso di circostanza
oppure che ti eri confuso per la simpatia.
Confesserai senza essere torchiato,
confesserai tutto,
gettando le braccia al collo del poliziotto.
Gli racconterai che non eri pronto
alle foche, ai panda rossi,
che è morto Fidel e di due rose rosse.
Cercherai di convincerlo
che avevi ogni ragione per quel sorriso
e che se qualcuno ti colora
tutto il mondo che era grigio
ti ritrovi anche costretto a farlo quel sorriso.
Che poi sorriso dice poco,
è come un moto interno che fa sorridere
ogni atomo del tuo corpo,
un'esplosione che invece di distruggere
costruisce.
Ma lui è solo un poliziotto del cuore
e non ha intenzione di far passare un sorriso così.
Allora non rimane altro da fare
che premere l'acceleratore,
chiudere gli occhi e non guardare indietro.